Arriva ad un accordo con Ubitennis per inviare sportivi italiani alle migliori università USA.

Ubaldo Scanagatta

Dalla sua fondazione 23 anni fa ad oggi, America International ha inviato migliaia di studenti e atleti alle migliori università degli Stati Uniti. Come azienda è stata pioniera nello stabilire un ponte diretto tra i giovani talenti dello sport e le migliori università degli Stati Uniti, al fine di garantire agli atleti che eccellono nel loro campo un futuro oltre il tennis o l’atletica, i campi da basket o i campi da calcio.

Ora, America International ha raggiunto un accordo con Ubitennis, la più grande organizzazione tennistica in Italia, per poter offrire i suoi servizi a tutti gli atleti e gli studenti italiani che desiderano accedere alla migliore educazione, mentre praticano il loro sport preferito.

Il rapporto di America International con l’Italia non è nuovo. Il primo studente atleta italiano a vincere una borsa di studio con il  tennis per formarsi negli Stati Uniti è stato Fabrizio Sestini, che nel 2002 era alla Texas Christian University. Fabrizio è ora responsabile della Association of Tennis Professionals (ATP) e dirige PR & Marketing-Americas

Lei o suo figlio siete buoni atleti e studenti? Vi piacerebbe continuare a praticare uno sport  e al tempo stesso fare un’ottima esperienza formativa in un college statunitense di élite, conquistare un titolo di studio che vi apra le porte delle migliori aziende, cosa sempre più difficile da raggiungere in Italia? E vorreste tutto ciò senza dover spendere un sacco di soldi?

Se la risposta a queste domande è sì, allora quello che dovete fare è inviare i vostri dati ad America Intenational e Ubitennis (direttubitennis@gmail.com) e vi contatteremo per offrirvi le migliori condizioni e rendere possibile che lei o suo figlio pratichiate il vostro sport mentre studiate nelle migliori università degli Stati Uniti.

Sono molti gli sportivi che sognano successi a livello mondiale, come vincere a Wimbledon, e magari qualcuno ci riuscirà in un futuro, però non tutti quelli che oggi aspirano a diventare dei professionisti in uno sport riusciranno a vivere di quello.

Pertanto, è meglio praticare uno sport a livello professionale senza lasciare gli studi, per garantirsi un futuro professionale, un’opportunità di carriera al di fuori di quella sportiva. Questo è chiaramente un obiettivo più raggiungibile che non diventare campione di Winblendon.

La mia esperienza

Tra i giovani tennisti della mia generazione che avevano vinto alcuni campionati universitari in Italia e che erano stati convocati al centro tecnico federale di Formia da Mario Belardinelli, fra loro  anche Adriano Panatta e Paolo Bertolucci, alcuni sono poi diventati maestri di tennis e sono riusciti a vivere dello sport,  molti altri sono stati meno fortunati. Si erano completamente dedicati allo sport e avevano dovuto o preferito rinunciare ad iscriversi all’università.

Io ho potuto scegliere tra ben sei università americane che mi avevano contattato per offrirmi una borsa di studio negli stati del Texas, Louisiana, Kansas, Arkansas, New Mexico e Oklahoma.

Alla fine optai per quest’ultimo, senza nemmeno immaginare che si trattava di un college a fortissima caratterizzazione religiosa, diretto da un “pastore evangelico” capace di raccogliere 65 milioni di dollari per costruire un mega stadio di basket che, ancora oggi, farebbe invidia  a tante nostre società di serie A.

Scelsi quel college e quella borsa di studio per due motivi principali: potevo approfittare dell’occasione di studiare e mi  prospettarono  un’eccellente calendario agonistico, con match intercollegiali da disputare con una dozzina di squadre  di diversi Stati americani. Alla fine mi integrai in un team internazionale composto da spagnoli, scandinavi e sudamericani di eccellente livello e   ottenemmo  notevoli successi.

Mentre io ho dovuto sforzarmi per ottenere la mia laurea, in Italia nei confronti dei giocatori di tennis c’era grande “comprensione e agevolazioni” negli studi. Il mio soggiorno in un college negli Stati Uniti coincise con il famoso Watergate, il caso di spionaggio politico scoperto da giornalisti del Washington Post che portò all’impeachement  del presidente Richard Nixon, qualcosa che mi segnò. Iniziai a collaborare sul serio  a La Nazione, nonostante la laurea in diritto penale che avrei preso più tardi, diventai un giornalista sportivo, e lo sono tuttora, ringrazierò i miei genitori per tutta la vita per avermi aiutato ad imboccare quella strada.

Oggi, lo studente-atleta che sceglie di seguire questo stesso percorso può risparmiare molti soldi grazie alle borse di studio sportive che le migliori università degli Stati Uniti offrono.  Ogni anno  650.000 studenti da tutto il mondo approdano negli USA per cominciare o continuare a studiare.

Sono recentemente entrato in contatto, grazie ad un mio amico la cui figlia, Carlotta Nassi, discreta tennista e ottima studente, ha ottenuto una borsa di studio che le ha aperto un percorso di cui è entusiasta , con un’organizzazione spagnola,  America International, che ha portato dall’Europa negli Stati Uniti più di 4.200 studenti atleti negli ultimi 22 anni, per sistemarli con altrettante borse di studio  in varie università.

Si tratta di un’opportunità straordinaria, come  può confermare Carlotta Nassi e il sottoscritto, perché normalmente un corso universitario negli Stati Uniti può costare, a seconda del college, anche 200.000 o 300.000 dollari.

In un momento come l’attuale, di crisi economica in tutta Europa, posso solo consigliare chi ne avesse la possibilità, a intraprendere  la strada di una borsa di studio in America. Meglio, ovviamente, se a Boston, Harvard, Yale, Massachussets Institute of Technology, New York, Colombia University, California (UCLA, dove andò Davide Sanguinetti)

Per capire come sono ambite le immatricolazioni in  queste università basta menzionato che Yale ha ricevuto 29.790 iscrizioni per l’anno 2017 e la Columbia 33.460 per il 2015 Questo dà un’idea di quanto sia difficile ottenere un posto presso uno di questi istituti .

Proprio in questi giorni un ragazzo spagnolo, Fernando Rivas, ha  ottenuto una borsa di studio di 200.000 dollari per quattro anni alla Lynn University (purchè però superi prima gli esami TOEFL e SAT).

America International è stata recentemente premiata per le borse di studio che ha ottenuto per studenti-atleti in università come Princeton, Stanford, Cornell, Berkeley, Georgetown, Duke e Georgia Tech, tra le tante.

Voglio sottolineare che questa è una strada che possono percorrere anche ragazzi che praticano con buoni risultati altre discipline sportive, non solo il tennis, purché siano al contempo anche bravi studenti. Quanto maggiore è il livello in entrambi i campi, accademico e sportivo, meglio sarà.  Il loro livello viene stabilito dopo vari test attitudinali che compiono i ragazzi accompagnati da un tutor dell’organizzazione.

Coloro che non supererano le prove, potranno  scegliere se essere preparati per accedere alle migliori università da Ubitennis.

Ma allora è un business!, dirà qualcuno. Certo lo è per America International che fa un gran lavoro e non può farlo gratis: ma se con un investimento fra i 5.000 e i 12.000 dollari otteneste una borsa di studio dai 100.000 ai 400.000 non credete che converrebbe?

Realmente per Ubitennis questo non è un business, ma la considerazione della scarsa attenzione che dà l’Italia ai suoi sportivi  e il poco appoggio che ricevono da Federtennis, insieme al ricordo della mia felice e fruttuosa esperienza come studente e sportivo negli Stati Uniti mi hanno  spinto  a   cercare un modo di aiutare i giovani e volenterosi  tennisti italiani.

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